Essere umani nell’era delle neuroscienze e dell’intelligenza artificiale significa esplorare con attenzione quei punti di intersezione della complessità in cui idee valide si trovano tuttavia in tensione tra loro, mettendo in luce sfumature e sfide che non devono essere trascurate. Ogni pagina mette in luce le tensioni esistenti tra le idee e all’interno di ciascun tema, emerse durante le discussioni collettive, e integrate poi dalle riflessioni dei ricercatori della rete NHNAI.
Complessità nell’istruzione #4: L’intelligenza artificiale limita o rafforza le capacità creative?

I partecipanti sottolineano l’importanza di preservare la creatività, un’abilità largamente percepita come esclusiva degli esseri umani, che talvolta emerge dalle relazioni o dalla pratica. Un uso eccessivo dell’IA nell’istruzione potrebbe minacciare questa capacità, ad esempio con l’utilizzo di ChatGPT per ottenere risposte e compiti già pronti. Un affidamento eccessivo e una dipendenza eccessiva dall’IA potrebbero compromettere il pensiero critico e le capacità creative dei bambini, in particolare rafforzando la pigrizia e la procrastinazione. Inoltre, l’IA potrebbe anche contribuire a impoverire la creatività generando facilmente prodotti simili a quelli degli artisti umani, riducendo la volontà di artisti e studenti di dedicarsi a lavori o studi creativi.
Tuttavia, alcuni partecipanti sottolineano anche che l’IA, e in particolare la GenAI, può essere utile per stimolare la creatività, trovare ispirazione e nuove idee, ecc. Anche trovare i giusti spunti per scrivere può essere considerato un compito creativo.
Approfondimenti dalla rete accademica NHNAI:
Sulla base delle riflessioni di Juan R. Vidal (docente associato di neuroscienze cognitive, Centro di ricerca Confluences: Scienze e Lettere (EA 1598), UCLy), Federico Giorgi (ricercatore post-dottorato in filosofia, Université de Namur, ESPHIN) e Nathanaël Laurent (docente associato di filosofia della biologia, Université de Namur, Belgio)
A. La frequenza di utilizzo
La questione del rapporto tra IA e creatività non può avere una risposta binaria. Piuttosto che un sì O un no, è meglio ragionare in termini di sì E no… a seconda del contesto. Ad esempio, un uso intensivo dell’IA può impoverire le capacità cognitive e creative degli esseri umani, ma a piccole dosi può essere utilizzato per stimolare positivamente e suggerire nuovi spunti di riflessione. Gli effetti e le conseguenze dipendono quindi dalla frequenza di utilizzo.
B. Riflessioni sullo scopo dell’istruzione
L’attuale tendenza diffusa a ricorrere a software di intelligenza artificiale per svolgere in modo più rapido ed efficiente i compiti legati alla propria formazione sembra comportare non solo il rischio di sviluppare una dipendenza da tali tecnologie, ma anche, forse, una crisi all’interno del sistema educativo nel suo complesso. Gli studenti che scelgono di delegare alle macchine i compiti assegnati loro da insegnanti o professori sembrano non avere alcuna ambizione al di là del semplice conseguimento di un diploma. Eppure il vero scopo dell’istruzione dovrebbe essere quello di guidare gli studenti attraverso un processo di apprendimento che è, prima di tutto, un percorso di autosviluppo. Tale progresso, tuttavia, può essere raggiunto solo attraverso l’impegno, il duro lavoro, la sperimentazione e l’errore. L’uso eccessivo di ChatGPT da parte di molti studenti appare quindi fortemente connesso alla generale svalutazione del ruolo di insegnanti e professori nelle scuole e nelle università di molti paesi. La creatività umana – sebbene a volte apparentemente imitata dalla tecnologia – è, nel caso degli studenti, strettamente legata allo sviluppo delle loro capacità in un campo specifico. Ma il compito di guidare gli studenti alla scoperta dei propri talenti spetta alle scuole e alle università, non agli algoritmi.

